Diario online della classe III B - scuola media di Sovere
Finalmente la scuola era finita e Mark poteva trascorrere più tempo con Jo, il suo vicino di casa che era da tutti considerato un po’ matto perché inventava cose incredibili, ma che Mark reputava un genio.
Mark aveva 14 anni e un grande desiderio: quello di andare a vedere le gare di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi invernali che si sarebbero svolte in quell’anno a Torino. Ma i suoi genitori, troppo impegnati con il loro lavoro, non potevano accontentarlo anche perché il paese in cui abitavano, Sovere, era troppo distante dal luogo delle Olimpiadi. Jo, che aveva quasi 60 anni, conosceva il desiderio del suo piccolo amico e stava costruendo una macchina che era un fenomeno e che lo avrebbe accontentato: poteva viaggiare alla velocità della luce e attraversare il mondo in poco tempo. Così un bel giorno Jo e Mark salirono sul fenomeno e partirono all’avventura. Arrivarono a Torino e assistettero alla più bella partita di hockey mai vista. Ma dovevano tornare a casa al più presto, perché nessuno sapeva della loro impresa. Quando risalirono sulla loro macchina, questa non partiva più! Il freddo aveva causato un danno al motore e non sapevano più cosa fare. Si stava facendo buio e la paura si impadronì di Mark che tremava e piangeva. Erano soli e, nel buio, Jo vide una casa abbandonata e si precipitò nella ricerca di qualcosa per riparare il suo mezzo. Trovò un vecchio furgone tutto scassato e iniziò a smontarlo. Prendendo un pezzo qua e uno là in poco tempo ricostruì un motore nuovo per la sua macchina che poco dopo ripartì.
Con un po’ di ritardo Jo e Mark arrivarono a casa dove li stavano aspettando in ansia i genitori. Così Mark raccontò la loro avventura e i genitori non potevano sgridarlo per quello che aveva fatto perché nella sua voce c’era un entusiasmo tale nel raccontare la partita vista, che quasi sembrava l’avessero vista pure loro. Le Olimpiadi, il più grande degli eventi sportivi, emozionano anche a distanza!
[Nicolas P.]
Siamo alla vigilia dell’inizio delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 e dobbiamo spostarci in un pianeta lontano 10.000 anni luce da noi. Siamo su Kruznoko, nella costellazione dei Pesci Secchi, rinomata meta turistica e zona di produzione dell’Illudium portdec, crema dopobarba.
Il proprietario è un kruzmokese nato a Sirio e il suo nome è Blog. Ultimamente è un po’ alterato. Perché? Vediamo cosa sta dicendo nella sua sala reale:
- Non è possibile, nessuno arriva più a Kruzmoko da quando si sente parlare di Olimpiadi invernali di Torino! Tutti i venusiani, tutti i marziani, i saturnesi, i gioviani si dirigono sulla Terra. Neanche Marvin il marziano è più venuto, e lui è un cliente abituale del nostro albergo...
Farò così: andrò sulla Terra e con la nostra crema dopobarba spegnerò quella maledettissima fiamma e, già che ci sono, ruberò i cannoni spazzaneve, così tutti verranno qua a sciare!
Ed ecco l’esercito di Blog pronto a partire con la navicella spaziale Maggot, carica di bazooka pieni di crema da barba. Scendono sulla Terra e derubano i cannoni sparaneve.
Neve e Gliz, spettatori della scena, commentano così la terribile azione:
- Questa è la fine dei giochi olimpici!
Ma Neve subito aggiunge:
- No, se riusciamo in qualche modo a far arretrare gli alieni! Dobbiamo agire come una squadra!
E Gliz esclama:
- Qua vicino c’è la pista del salto con gli sci: ho in mente un piano.
Allora i nostri due amici prendono gli sci e partono. In men che non si dica sono in volo, stanno per atterrare e wash! Prendono in pieno i kruznokiani che stanno tentando di spegnere la Fiamma Olimpica e li rispediscono sulla loro navicella, pronti a tornare nello spazio.
Neve e Gliz sono riusciti a far allontanare i malvagi: i giochi possono ricominciare!
[Jacopo]
Era il 2003 e a Torino, grande città del nord Italia, si stavano organizzando con largo anticipo le Olimpiadi invernali 2006. In alcuni laboratori specializzati tutto veniva preparato alla perfezione: si lavorava sulle macchine, si controllavano gli impianti, si ideavano slogan, si stendevano programmi e, in un piccolo ufficio, si creavano le mascotte.
L’idea del designer portoghese Pedro Albuquerque era ormai certa: dal momento che si trattava di olimpiadi invernali niente era più azzeccato per quell’evento di un cubetto di ghiaccio vestito di blu e una morbida pallina di neve in rosso. Li avrebbe chiamati Gliz e Neve. Più li osservava e più si convinceva che questi due personaggi vivaci e sorridenti potevano testimoniare allegria e positività.
Così, dopo averli preparati, li posizionò nel freezer ammirandoli compiaciuto e se ne andò a casa continuando a ripetere fra sé e sé: <<Sì, la mia è proprio una splendida idea!>>.
Ma durante la notte, quando l’ufficio era deserto, entrarono dei ladri con l’intenzione di far bottino, rivoltarono tutto l’ufficio, svuotarono gli scaffali e... ispezionarono anche il freezer. Appena videro Neve e Gliz li presero e, ignari del loro significato, li appoggiarono sul tavolo. Poi si allontanarono in tutta fretta con ciò che avevano rubato.
Le due mascotte iniziarono lentamente a sciogliersi: erano disperate. Più il tempo passava e più si scioglievano e perdevano ogni speranza di sopravvivere. Cercavano di consolarsi a vicenda e di trovare il modo per salvarsi, non potevano arrendersi...
A un certo punto Neve ebbe un’idea e con le ultime forze che le rimanevano spinse Gliz verso il pulsante d’emergenza che cominciò così a suonare. I vigilanti sentirono l’allarme e si precipitarono nell’ufficio: in mezzo al caos videro le due mascotte che sul tavolo si stavano squagliando. Immediatamente presero Neve e Gliz e li rimisero nel freezer. I due amici sentendo il freddo si ritrovarono nel loro habitat e in breve tempo tornarono come prima, ancor più sorridenti e gioiosi. Neve si volse verso Gliz e gli disse:
- Amico mio, ci siamo aiutati a vicenda, siamo una squadra vincente, le Olimpiadi di Torino non potevano avere migliori mascotte!
[Luca M.]
Complimenti a Daiana, la nostra compagna di classe vincitrice del concorso "Diario 2006" indetto dal Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca, dal Comitato per l'Organizzazione dei XX Giochi olimpici invernali - Torino 2006 (TOROC) e il CONI, in collaborazione con il Gruppo Sanpaolo IMI e Visa International, rispettivamente Sponsor Principale e Top Sponsor dei Giochi.
Ecco il testo vincitore del concorso:
Rossobluet e la Fiamma Olimpica
Sul pianeta Snarties vivono centinaia di alieni tutti a pois. Sono rossi, gialli, verdi e blu e sono grandi e piccoli. Quelli adulti lavorano alla Snartiesgrossi, la fabbrica del pianeta produttrice di snarties fatti di caramella riciclata. Mangiandoli il colore del corpo cambia.
Intanto sulla Terra si stanno per svolgere i giochi olimpici invernali e ben 10.000 tedofori si preparano a girare l'Italia portando la Fiamma Olimpica. Il tutto è ripreso dalla televisione che trasmette anche sul pianeta Snarties. Il cronista annuncia: <<La Fiamma Olimpica è da sempre il simbolo delle Olimpiadi, rappresenta la pace tra i popoli; un mito racconta che fu portata sulla Terra da Prometeo, dopo che l'ebbe rubata agli dei. Per la terza volta attraverserà l'Italia, una piccola nazione della Terra>>.
<<Anch'io voglio essere uno dei 10.000 tedofori!>> Esclama Rossobluet, un piccolo snartisiano.
Così decide di prendere la sua astronave e atterrare sulla Terra per partecipare alla grande staffetta della Fiamma Olimpica. Sale sulla sua “Brun” rossa fiammante e nel giro di pochi minuti snartisiani eccolo sorvolare il pianeta Terra. Migliaia di puntini stanno sfilando in mezzo ad alte mura con finestre e porte. Rossobluet si guarda intorno incuriosito e comincia la sua discesa. <<Caspitasnarties – esclama dopo aver parcheggiato la sua navicella – non ho mai visto una cosa del genere! Da me le case sono tonde, basse e di tutti i colori>>.
Dopo essere sceso dalla sua “Brum” corre verso il luogo delle iscrizioni.
- Buongiorno, signore, in cosa posso esserle utile? – dice l'addetto alle iscrizioni.
- Buonsnarties, signore, vorrei iscrivermi alla staffetta.
- Ecco il modulo, lo compili pure.
- Grazie, millesnarties, buonsnarties.
Rossobluet parte per la corsa, ma essendo fatto di caramella dopo pochi metri comincia a sciogliersi a causa del sole e della fatica:
- Aiuto, mi sto sciogliendo, ho fame, portatemi degli snarties! Esclama.
Ma nessuno sembra ascoltarlo. Percorre ancora qualche metro trascinando le sue sottili gambe, quand'ecco una bambina porgergli un pacchetto di caramelle colorate:
- Evviva, eccomi tornate le forze! Esclama.
La Fiamma passa al successivo tedoforo e Rossobluet torna a Snarties felice di aver partecipato ma soprattutto di aver conosciuto la solidarietà degli uomini.
Ciao ragazzi di quinta A di Parma,
sapete cosa si festeggia tra poco dalle nostre parti? Noi festeggiamo Santa Lucia che scende dal cielo con il suo asinello per portare tanti doni a tutti i bambini buoni della Lombardia. Invece ai bambini che nel corso dell'anno hanno fatto i "cattivi" porta solo carbone. Lucia è una giovane ragazza, vestita di bianco con un lungo velo che le copre il viso. In mano tiene un piattino con appoggiati i suoi occhi, che le furono cavati dal suo sposo perchè faceva del bene alle altre persone.
La notte del 12 dicembre, con il suo asinello, passa per le vie del nostro paese lasciando in ogni casa abitata da un bambino doni e caramelle. I bambini per ricompensarla lasciano fuori dalla porta un mazzo di fieno o del pane per l'asinello e una tazza con del latte per lei.
Anche voi festeggiate Santa Lucia?
Speriamo di sì perchè vorremmo che anche il vostro Natale fosse magico come il nostro.
Ciao e BUONE FESTE!
[Daiana, Valentina F., Daniela]
Un altro caso risolto per l'investigatore Jacob Carter
Era il 14 febbraio 2003 e su New York stavano calando le tenebre quando nel mio ufficio giunse una telefonata. Alla cornetta una voce maschile diceva:
- Venite, presto, qui c'è stato un triplice omicidio: sono rimaste vittime la mia fidanzata e le sue due sorelle! La villa in cui si è verificato il fatto si trova nella 15esima Avenue, dopo l'incrocio di Long Island. La situazione era complicata, perché i miei due aiutanti Tom e Patty si erano presi una piccola vacanza, tuttavia non mi persi d'animo e mi recai subito alla villa: era maestosa, costruita con uno stile ricercato e materiali pregiatissimi. Mi avviai verso il campanello e suonai. All'istante mi aprì una donna ormai avanti negli anni, che poteva essere una domestica.
Il compleanno di Susy
In un tranquillo paesino della Scozia vivevano con la loro zia due sorelle, Susy e Betty, rimaste orfane quando erano ancora piccole. La zia Marta era un donna premurosa e gentile e, rimasta vedova, aveva ereditato dal marito molte ricchezze, che alla sua morte sarebbero passate alle nipoti. Con loro viveva anche una cameriera giovane e all'apparenza sciocca.
Quella sera era il compleanno di Susy e zia Marta aveva invitato a cena anche Bobby, il suo fidanzato, che poi vista l'ora tarda si era fermato a dormire alla villa. La zia era molto contenta che Bobby dormisse lì perché si sentiva più sicura quando c'era un uomo in casa.
La mattina seguente, quando si ritrovarono tutti a far colazione, Susy, Bobby e Betty si chiesero come mai la zia non si fosse ancora alzata, visto che era sua abitudine svegliarsi molto presto. Susy andò allora a chiamarla in camera sua e vedendo che non le rispondeva, entrò e subito si mise a gridare nel vedere il corpo della donna disteso sul pavimento con una mano sul petto. immediatamente accorsero anche Betty e Bobby che chiamarono il dottor Sullivan. Al dottore non restò che affermare che la povera donna era morta e richiese un'autopsia per sapere esattamente quale fosse la causa del decesso. Bobby nel frattempo aveva chiamato un investigatore che potesse risolvere il caso, il famoso Peter Land.
Nella camera della zia tutto era in ordine e non mancava nulla, quindi non si poteva pensare a qualcuno entrato per rubare.
Dall'esame dell'autopsia risultò che la donna era stata avvelenata, ma da chi?
Le nipoti erano le uniche eredi, la cameriera aveva sempre vissuto con loro e il fidanzato era molto affezionato alla zia. L'investigatore Land controllò la villa palmo a palmo, ma trovò tutto in ordine: non mancava niente e quindi il colpevole era uno di loro.
Nella camera di Betty vide un boccettino vuoto di gocce che lei disse di non aver visto né usato, quindi qualcuno stava cercando di incolparla. In camera di Bobby, dietro il comodino, trovò invece una chiave un po' particolare che lui disse di non essere sua. Bobby a sua volta confidò all'investigatore di aver visto la cameriera andare incamera della zia, dopo che tutti erano andati a dormire, portando un vassoio con una tazza di camomilla. Peter Land da questa affermazione dedusse che l'ultima persona ad aver visto la zia viva era proprio lei, la cameriera, la quale appariva molto agitata. Si difendeva dicendo che mister Bobby la voleva incolpare perché non la sopportava e non la salutava mai, neanche quando la incontrava per strada e che qualche giorno prima, quando lo aveva visto uscire dallo studio del suo medico, aveva fatto finta di non vederla.
Bobby disse che quella cameriera era pazza, si era inventata tutto e che lui non era mai andato nelle studio del dottore. Il dottore, interrogato, disse che aveva visto la signora una settimana prima e che godeva di ottima salute. Non aveva idea di chi potesse averla uccisa perché era sempre stata una persona molto buona e generosa.
Susy, da parte sua, non riusciva a parlare da tanto dolore, amava infinitamente la zia e non poteva farsene una ragione della sua morte.
Quindi chi aveva avvelenato zia Marta?
Ma l'investigatore Land era un professionista e, con un po' d'impegno, avrebbe risolto anche questo caso.
Dopo aver pensato a lungo chiese al dottore se lo poteva accompagnare nel suo studio per controllare una cosa. Aveva ragione! La chiave che aveva torvato nella camera di Bobby apriva l'armadietto dei veleni nello studio del dottore, che si accorse subito della mancanza di un flacone di gocce.
Non c'erano dubbi: il colpevole era Bobby, voleva far ricadere la colpa su Betty in modo che la sua fidanzata avesse tutta l'eredità e lui, sposandola, avrebbe potuto mettere le mani su tutte quelle ricchezze.
Purtoppo si era dimenticato di far sparire le chiavi e la cameriera, che lui pensava tanto sciocca, senza saperlo aveva dato informazioni importanti all'investigatore.
[Nicolas]
"C" superstar!
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