Diario online della classe III B - scuola media di Sovere
Il 10 marzo abbiamo avuto un incontro a dir poco interessantissimo con il prof. Daniele Rocchetti, collaboratore dell'ANED (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) di Bergamo, sul tema dell'Olocausto, al quale hanno partecipato tutte le terze della scuola media di Sovere. L'incontro si è svolto nell'auditorium comunale di Sovere dalle 10 alle 12.
Nei documentari, nelle lezioni di Storia e sui libri di testo troviamo scritto ciò che noi nel corso di questo incontro abbiamo potuto conoscere da molto vicino, grazie al tempo che Daniele Rocchetti ci ha dedicato, raccontandoci con occhi diversi cosa l'uomo è arrivato a fare a un suo simile. Rocchetti è una persona con un'esperienza molto particolare e importante: ha avuto la fortuna se non l'onore di poter parlare con ex deportati nei campo di concentramento ai tempi di Hitler e da questi suoi incontri deve aver imparato veramente molto visto che era sua grande preoccupazione assicurarsi che noi capissimo, ci inoltrassimo con la nostra mente verso le sue parole che riempivano la stanza sovrastata dal silenzio. "Ricordare": è stato questo l'insegnamento principale che Rocchetti ci ha voluto trasmettere, non dimenticare mai, perchè una strage del genere, quella degli Ebrei nei campi di sterminio, non può essere messa in fondo a un cassetto, ma deve essere divulgata, anche se con vegogna per la nostra stirpe. Ricordare in memoria di tutte quelle persone, di tutti quei bambini morti per l'ignoranza incredibilmente enorme del leader di quei tempi maledetti, che rovinò per sempre l'esistenza di uomini, donne, persone con una vita ancora da costruire, da terminare, una vita con sogni che non si sono mai realizzati. La vita di sei milioni di persone si è spenta per un solo particolare, non appartenere alla razza ariana.
[Valentina P.]
Ragazzi,
le verifiche di Grammatica sono andate benone:
la media è del BUONO 
non ci sono insufficienti né ottimi
tre sono le sufficienze
sei i buono
dieci i distinto.
A martedì.
[La profe]
Alcune settimane fa, TG e giornali hanno incominciato incessantemente a parlare dell' "influenza aviaria" che ha colpito i polli ed è contagiosa per l'uomo. Questa malattia viene trasmessa attraverso gli uccelli e una volta che il virus è passato all’uomo e si è adattato ad esso, il contagio avviene come per la normale influenza, attraverso le vie aeree. Si prevede che la diffusione sarà molto rapida e non limitata agli ambienti in cui ci sono i polli infetti. Ieri è stato segnalato un caso sospetto in Macedonia.
La profe Lumina ci ha assegnato come compito per la prossima settimana quello di informarci bene sull'argomento.
Seguiranno post con le notizie che siamo riusciti a raccogliere.
[Valentina A. e Daniela C.]
Ragazzi, pubblico sul weblog i compiti per le vacanze.
Ripassate tutti i complementi che abbiamo studiato quest’anno ed eseguite sul vostro quaderno l’analisi logica delle seguenti frasi:
1. Da questa decisione nasceranno dei guai
2. I castelli di sabbia che vedo sulle spiagge risvegliano ricordi dell’infanzia
3. Quell’uomo ha una volontà di ferro
4. Oggi fai cadere tutto: hai le mani di pasta frolla!
5. La città di Bologna ha due torri rosse e una bellissima cattedrale
6. Chiedemmo a un passante informazioni riguardo al percorso
7. E’ un aereo da combattimento
8. Pensa tu al pranzo, Anna: io arriverò dopo!
Un altro caso risolto per l'investigatore Jacob Carter
Era il 14 febbraio 2003 e su New York stavano calando le tenebre quando nel mio ufficio giunse una telefonata. Alla cornetta una voce maschile diceva:
- Venite, presto, qui c'è stato un triplice omicidio: sono rimaste vittime la mia fidanzata e le sue due sorelle! La villa in cui si è verificato il fatto si trova nella 15esima Avenue, dopo l'incrocio di Long Island. La situazione era complicata, perché i miei due aiutanti Tom e Patty si erano presi una piccola vacanza, tuttavia non mi persi d'animo e mi recai subito alla villa: era maestosa, costruita con uno stile ricercato e materiali pregiatissimi. Mi avviai verso il campanello e suonai. All'istante mi aprì una donna ormai avanti negli anni, che poteva essere una domestica.
Il compleanno di Susy
In un tranquillo paesino della Scozia vivevano con la loro zia due sorelle, Susy e Betty, rimaste orfane quando erano ancora piccole. La zia Marta era un donna premurosa e gentile e, rimasta vedova, aveva ereditato dal marito molte ricchezze, che alla sua morte sarebbero passate alle nipoti. Con loro viveva anche una cameriera giovane e all'apparenza sciocca.
Quella sera era il compleanno di Susy e zia Marta aveva invitato a cena anche Bobby, il suo fidanzato, che poi vista l'ora tarda si era fermato a dormire alla villa. La zia era molto contenta che Bobby dormisse lì perché si sentiva più sicura quando c'era un uomo in casa.
La mattina seguente, quando si ritrovarono tutti a far colazione, Susy, Bobby e Betty si chiesero come mai la zia non si fosse ancora alzata, visto che era sua abitudine svegliarsi molto presto. Susy andò allora a chiamarla in camera sua e vedendo che non le rispondeva, entrò e subito si mise a gridare nel vedere il corpo della donna disteso sul pavimento con una mano sul petto. immediatamente accorsero anche Betty e Bobby che chiamarono il dottor Sullivan. Al dottore non restò che affermare che la povera donna era morta e richiese un'autopsia per sapere esattamente quale fosse la causa del decesso. Bobby nel frattempo aveva chiamato un investigatore che potesse risolvere il caso, il famoso Peter Land.
Nella camera della zia tutto era in ordine e non mancava nulla, quindi non si poteva pensare a qualcuno entrato per rubare.
Dall'esame dell'autopsia risultò che la donna era stata avvelenata, ma da chi?
Le nipoti erano le uniche eredi, la cameriera aveva sempre vissuto con loro e il fidanzato era molto affezionato alla zia. L'investigatore Land controllò la villa palmo a palmo, ma trovò tutto in ordine: non mancava niente e quindi il colpevole era uno di loro.
Nella camera di Betty vide un boccettino vuoto di gocce che lei disse di non aver visto né usato, quindi qualcuno stava cercando di incolparla. In camera di Bobby, dietro il comodino, trovò invece una chiave un po' particolare che lui disse di non essere sua. Bobby a sua volta confidò all'investigatore di aver visto la cameriera andare incamera della zia, dopo che tutti erano andati a dormire, portando un vassoio con una tazza di camomilla. Peter Land da questa affermazione dedusse che l'ultima persona ad aver visto la zia viva era proprio lei, la cameriera, la quale appariva molto agitata. Si difendeva dicendo che mister Bobby la voleva incolpare perché non la sopportava e non la salutava mai, neanche quando la incontrava per strada e che qualche giorno prima, quando lo aveva visto uscire dallo studio del suo medico, aveva fatto finta di non vederla.
Bobby disse che quella cameriera era pazza, si era inventata tutto e che lui non era mai andato nelle studio del dottore. Il dottore, interrogato, disse che aveva visto la signora una settimana prima e che godeva di ottima salute. Non aveva idea di chi potesse averla uccisa perché era sempre stata una persona molto buona e generosa.
Susy, da parte sua, non riusciva a parlare da tanto dolore, amava infinitamente la zia e non poteva farsene una ragione della sua morte.
Quindi chi aveva avvelenato zia Marta?
Ma l'investigatore Land era un professionista e, con un po' d'impegno, avrebbe risolto anche questo caso.
Dopo aver pensato a lungo chiese al dottore se lo poteva accompagnare nel suo studio per controllare una cosa. Aveva ragione! La chiave che aveva torvato nella camera di Bobby apriva l'armadietto dei veleni nello studio del dottore, che si accorse subito della mancanza di un flacone di gocce.
Non c'erano dubbi: il colpevole era Bobby, voleva far ricadere la colpa su Betty in modo che la sua fidanzata avesse tutta l'eredità e lui, sposandola, avrebbe potuto mettere le mani su tutte quelle ricchezze.
Purtoppo si era dimenticato di far sparire le chiavi e la cameriera, che lui pensava tanto sciocca, senza saperlo aveva dato informazioni importanti all'investigatore.
[Nicolas]
Cari ragazzi, domani mattina accompagnerò la I B a Bossico. Vi lascio i compiti che controllerò lunedì (Grammatica) e martedì (Antologia).
Buon lavoro!
La profe
Eseguite sul vostro quaderno (con il solito impegno che vi contraddistingue) l’analisi logica delle seguenti frasi:
Provate a scrivere un breve racconto giallo seguendo le seguenti indicazioni (andate eventualmente a riprendere la scheda sul racconto giallo che avete inserito nel vostro quaderno di Antologia):
"C" superstar!
A che pagina, profe?
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