Diario online della classe III B - scuola media di Sovere
Era il 2003 e a Torino, grande città del nord Italia, si stavano organizzando con largo anticipo le Olimpiadi invernali 2006. In alcuni laboratori specializzati tutto veniva preparato alla perfezione: si lavorava sulle macchine, si controllavano gli impianti, si ideavano slogan, si stendevano programmi e, in un piccolo ufficio, si creavano le mascotte.
L’idea del designer portoghese Pedro Albuquerque era ormai certa: dal momento che si trattava di olimpiadi invernali niente era più azzeccato per quell’evento di un cubetto di ghiaccio vestito di blu e una morbida pallina di neve in rosso. Li avrebbe chiamati Gliz e Neve. Più li osservava e più si convinceva che questi due personaggi vivaci e sorridenti potevano testimoniare allegria e positività.
Così, dopo averli preparati, li posizionò nel freezer ammirandoli compiaciuto e se ne andò a casa continuando a ripetere fra sé e sé: <<Sì, la mia è proprio una splendida idea!>>.
Ma durante la notte, quando l’ufficio era deserto, entrarono dei ladri con l’intenzione di far bottino, rivoltarono tutto l’ufficio, svuotarono gli scaffali e... ispezionarono anche il freezer. Appena videro Neve e Gliz li presero e, ignari del loro significato, li appoggiarono sul tavolo. Poi si allontanarono in tutta fretta con ciò che avevano rubato.
Le due mascotte iniziarono lentamente a sciogliersi: erano disperate. Più il tempo passava e più si scioglievano e perdevano ogni speranza di sopravvivere. Cercavano di consolarsi a vicenda e di trovare il modo per salvarsi, non potevano arrendersi...
A un certo punto Neve ebbe un’idea e con le ultime forze che le rimanevano spinse Gliz verso il pulsante d’emergenza che cominciò così a suonare. I vigilanti sentirono l’allarme e si precipitarono nell’ufficio: in mezzo al caos videro le due mascotte che sul tavolo si stavano squagliando. Immediatamente presero Neve e Gliz e li rimisero nel freezer. I due amici sentendo il freddo si ritrovarono nel loro habitat e in breve tempo tornarono come prima, ancor più sorridenti e gioiosi. Neve si volse verso Gliz e gli disse:
- Amico mio, ci siamo aiutati a vicenda, siamo una squadra vincente, le Olimpiadi di Torino non potevano avere migliori mascotte!
[Luca M.]

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