Diario online della classe III B - scuola media di Sovere
Il compleanno di Susy
In un tranquillo paesino della Scozia vivevano con la loro zia due sorelle, Susy e Betty, rimaste orfane quando erano ancora piccole. La zia Marta era un donna premurosa e gentile e, rimasta vedova, aveva ereditato dal marito molte ricchezze, che alla sua morte sarebbero passate alle nipoti. Con loro viveva anche una cameriera giovane e all'apparenza sciocca.
Quella sera era il compleanno di Susy e zia Marta aveva invitato a cena anche Bobby, il suo fidanzato, che poi vista l'ora tarda si era fermato a dormire alla villa. La zia era molto contenta che Bobby dormisse lì perché si sentiva più sicura quando c'era un uomo in casa.
La mattina seguente, quando si ritrovarono tutti a far colazione, Susy, Bobby e Betty si chiesero come mai la zia non si fosse ancora alzata, visto che era sua abitudine svegliarsi molto presto. Susy andò allora a chiamarla in camera sua e vedendo che non le rispondeva, entrò e subito si mise a gridare nel vedere il corpo della donna disteso sul pavimento con una mano sul petto. immediatamente accorsero anche Betty e Bobby che chiamarono il dottor Sullivan. Al dottore non restò che affermare che la povera donna era morta e richiese un'autopsia per sapere esattamente quale fosse la causa del decesso. Bobby nel frattempo aveva chiamato un investigatore che potesse risolvere il caso, il famoso Peter Land.
Nella camera della zia tutto era in ordine e non mancava nulla, quindi non si poteva pensare a qualcuno entrato per rubare.
Dall'esame dell'autopsia risultò che la donna era stata avvelenata, ma da chi?
Le nipoti erano le uniche eredi, la cameriera aveva sempre vissuto con loro e il fidanzato era molto affezionato alla zia. L'investigatore Land controllò la villa palmo a palmo, ma trovò tutto in ordine: non mancava niente e quindi il colpevole era uno di loro.
Nella camera di Betty vide un boccettino vuoto di gocce che lei disse di non aver visto né usato, quindi qualcuno stava cercando di incolparla. In camera di Bobby, dietro il comodino, trovò invece una chiave un po' particolare che lui disse di non essere sua. Bobby a sua volta confidò all'investigatore di aver visto la cameriera andare incamera della zia, dopo che tutti erano andati a dormire, portando un vassoio con una tazza di camomilla. Peter Land da questa affermazione dedusse che l'ultima persona ad aver visto la zia viva era proprio lei, la cameriera, la quale appariva molto agitata. Si difendeva dicendo che mister Bobby la voleva incolpare perché non la sopportava e non la salutava mai, neanche quando la incontrava per strada e che qualche giorno prima, quando lo aveva visto uscire dallo studio del suo medico, aveva fatto finta di non vederla.
Bobby disse che quella cameriera era pazza, si era inventata tutto e che lui non era mai andato nelle studio del dottore. Il dottore, interrogato, disse che aveva visto la signora una settimana prima e che godeva di ottima salute. Non aveva idea di chi potesse averla uccisa perché era sempre stata una persona molto buona e generosa.
Susy, da parte sua, non riusciva a parlare da tanto dolore, amava infinitamente la zia e non poteva farsene una ragione della sua morte.
Quindi chi aveva avvelenato zia Marta?
Ma l'investigatore Land era un professionista e, con un po' d'impegno, avrebbe risolto anche questo caso.
Dopo aver pensato a lungo chiese al dottore se lo poteva accompagnare nel suo studio per controllare una cosa. Aveva ragione! La chiave che aveva torvato nella camera di Bobby apriva l'armadietto dei veleni nello studio del dottore, che si accorse subito della mancanza di un flacone di gocce.
Non c'erano dubbi: il colpevole era Bobby, voleva far ricadere la colpa su Betty in modo che la sua fidanzata avesse tutta l'eredità e lui, sposandola, avrebbe potuto mettere le mani su tutte quelle ricchezze.
Purtoppo si era dimenticato di far sparire le chiavi e la cameriera, che lui pensava tanto sciocca, senza saperlo aveva dato informazioni importanti all'investigatore.
[Nicolas]

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